giovedì, 25 settembre 2008
E' stato un vero piacere

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Siete stati tutti circuiti, ingannati, sviati. Tutti quanti. Il cambio di musica, gli inserti letterari, quelli cinematografici, i Personaggi provvisori, l'assenza degli ultimi tempi, le puntate di Fuoriclasse, L'Ottodelmese, la tesi d'esame, i video su youtube gli addobbi del caso e le foto ... tutti strumenti utili al depistaggio. Quando nacque questo spazio c'erano solo poche cose: un timer, una storia da iniziare a raccontare e continuare, La Gallina - protagonista della storia -, un Oggi che non finiva mai, un Domani che sarebbe arrivato, turbe psichiche e parole. La musica c'era, ma era strumentale; il che significa che solo l'atmosfera andava colta, niente significati sottesi ... c'era la trasparenza, all'inizio.
E ora? Ora c'è il timer in procinto di fermarsi; una storia - la cui protagonista sono io - a cui mettere un punto; c'è un'alba di Domani che mi vedrà in stazione, pronta a partire; ci sono gli artifici ingannatori; c'è della sana serenità; sta per tornare la perduta trasparenza e la musica, è tutta parole:
This is the place where she lay her head
when she went to bed at night
And this is the place our children were conceived
candles lit the room brightly at night

And this is the place where she cut her wrists
that odd and fateful night
And I said, oh, oh, oh, oh, oh, oh, what a feeling
And I said, oh, oh, oh, oh, oh, oh, what a feeling

This is the place where we used to live
I paid for it with love and blood
And these are the boxes that she kept on the shelf
Filled with her poetry and stuff

And this is the room where she took the razor
and cut her wrists that strange and fateful night
And I said, oh, oh, oh, oh, oh, oh, what a feeling
And I said, oh, oh, oh, oh, oh, oh, what a feeling

I never would have started if I'd known
that it's end this way
But funny thing, I'm not sad at all
that it ended this way

This is the place where she lay her head
when she went to bed at night
And this is the place our children were conceived
candles lit the room brightly at night

And this is the place where she cut her wrists
That odd and fateful night
And I said, oh, oh, oh, oh, oh, oh, what a feeling
And I said, oh, oh, oh, oh, oh, oh, what a feeling
La Gallina non c'è più. L'Oggi è scaduto. Bell'accoppiata che fanno, questi due scarti: come il latte che si fa ricotta nei frigoriferi di tutti, almeno una volta. La Gallina è tornata ad essere, da astratta entità divinizzata e idealizzata allo spasmo, l'infinitamente normale e difettoso Jacopo Martini. Uno psicotico - come suggerii una volta Lukowski - o, più semplicemente, una persona colma di pregi che vengono mandati in merda da un solo clamorosissimo difetto, o meglio da due, strettamente interconnessi: la completa ed assoluta inaffidabilità del soggetto e la sua (sempre completa ed assoluta) incoerenza. Non si può affidare nulla all'ex-Gallina: tantomeno la propria vita o i propri sentimenti.
L'ho capito, adesso.
Mi ci sono voluti quasi mille giorni.
... e ci ho pensato, si, che potrei semplicemente esser vittima della spavalderia tipica del distacco: "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore" e che potrebbe rovinarmi tutto addosso un giorno, incrociandolo (è il caso di dirlo)accidentalmente per strada. Posso torturarmi l'esistenza finchè voglio con l'immagine di un passato non digerito che torna a bussare al momento meno opportuno e distrugge gli equilibri e spezza gli argini della tranquillità e ... tuttoquellochevipare.
Non ci voglio pensare più. Sono inguaribilmente innamorata. Gli innamorati pensano di rado.
E proprio quando il timer si fermerà io sarò da tutt'altra parte a godermi questo status che non mi appartiene da anni ormai. ma che sembra proprio uscire dal baule senza strappi, lezzi di naftalina, bottoni mancanti o aggiustamenti da imbastire per far sì che mi calzi come un guanto.

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mercoledì, 03 settembre 2008
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A cosa pensa la mantide religiosa mentre fa l'amore?
Pensa al delitto di cui si macchierà a breve
o si concentra sull'attimo?
Lo sa, la mantide, ciò succederà dopo?
E, se lo sa, accetta questa sua natura criminale
o si duole del triste destino del suo compagno?
E' d'accordo con la natura, la mantide?

Vi dirò, in quanto Mantide,
che essendomi accorta della mia spaventosa natura,
ho fuggito come la peste il prima
dell'immediatamente successivo.
Per tanto, tanto tempo.

La Gallina divorò un'antenna e una chela
della Mantide.
E fu'sera e fu mattina.
E fu tutto da rifare.
Ma la natura - ricostruita anche quella -
avrà lo stesso aspetto di prima?

Lancia una tazza di coccio e rimetti i pezzi assieme.
Non è la stessa di prima. Mai.
La Mantide è zoppa e tanto vulnerabile
da curare gli altri
per paura di ferirsi curando se stessa.
Goffa lei nella sua nuova natura fatta di pezzi vecchi.

La Gallina è dimenticata. Afferma.
Tuttavia ricorda la paralisi di fronte al pericolo
e vuole testare il superamento di quest'ultima.
Si sta attrezzando per.

E dopo aver avuto l'ennesima prova
e dopo aver ingollato l'ennesimo nodo di panico
e dopo l'abbandono del mondo dei sogni futuri
e dopo esser ripiombata nella realtà
e dopo l'atterraggio sul morbido ventre del Mantide sconosciuto

...

Dopo.
Sarà il caso ti tentare di nuovo di amare
chiedendosi nient'altro di più che l'amore
per ogni secondo.

E dopo ... abolirà la parola "dopo".
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martedì, 02 settembre 2008

[Legenda: la grandezza del carattere in cui è scritto il titolo del libro finito di leggere è proporzionale all'indice di gradimento; i titoli in corsivo stanno ad evidenziare i libri che ho ricevuto in regalo]

Libri Comprati

 - "Il sergente nella neve" di Mario Rigoni Stern

 - "La vera storia del pirata Long John Silver" di Bjorn Larsson

Libri Iniziati

- "Ci rivedremo all'inferno" di Wilbur Smith

- "La vera storia del pirata Long John Silver" di Bjorn Larsson

Libri Finiti

- "Le metamorfosi" di Publio Ovidio Nasone

postato da: deepabissa alle ore 18:53 | Permalink | commenti
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venerdì, 22 agosto 2008
http://www.fuoriclasse.rai.it/newfuoriclasse/PopUpPuntata.asp?id_puntata=341

Dubbiocosmico ha ragione: una vera rompicoglioni!
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mercoledì, 20 agosto 2008
Bilancio Letterario del mese di luglio(2008)

Libri Acquistati:

 "Great expectations" - Charles Dickens

 "V for Vendetta" - Alan Moore & david Lloyd

Libri Iniziati:

 "Cacciatori nelle tenebre" - Gianrico & Francesco Carofiglio
 
 "La lana della salamandra" - Giampiero Rossi

Libri Finiti:

 "Cacciatori nelle tenebre" - Gianrico e Frencesco Carofiglio

 "La lana della salamandra" - Giampiero Rossi



postato da: deepabissa alle ore 11:06 | Permalink | commenti
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domenica, 03 agosto 2008

Anita è in vacanza

postato da: deepabissa alle ore 14:24 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 24 luglio 2008

iosonounnumero

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mercoledì, 02 luglio 2008

Bilancio Letterario Di Giugno

Ho comprato un solo libro, un fumetto, in realtà: "Cacciatori nelle tenebre" di Gianrico + Francesco Carofiglio.

Una vera e propria miseria.

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lunedì, 30 giugno 2008
L’idea rivoluzionaria non geniale
 
In opposizione all’idea geniale non rivoluzionaria abbiamo l’idea rivoluzionaria non geniale, rappresentata dal fascismo in Italia. Il primo rudimento di fascismo spunta nel 1914, con l’interventismo dei “Fasci d’azione rivoluzionaria” che miravano alla creazione di uno stato forte che attuasse una politica d’espansione. Dopo la Grande Guerra, nel 1919, si costituirono i “Fasci di combattimento” nei quali confluirono gli elementi più disparati; la nota caratterizzante di questi, secondo lo storico Tasca, è “quel miscuglio contraddittorio di demagogia, di nazionalismo esasperato, di populismo e di reazione che costituì l’ispirazione del fascismo sin dai primissimi anni”. Tuttavia, nello stesso periodo, “Il popolo d’Italia” dichiarava che l’imperialismo era il fondamento della vita d’ogni popolo cioè, praticamente, l’esistenza di ogni popolo che non avesse come primo intento quello di prevaricare gli altri, era infondata. Questa bivalenza di formule si spiegava con la volontà di creare un partito di massa a cui aderisse più gente possibile. Le caratteristiche effettive di questo movimento guidato dall’ex socialista – espulso per il repentino cambio di vedute – Benito Mussolini, erano l’antidemocrazia e l’antisocialismo mentre lo strumento di lotta riconosciuto era la violenza. Nonostante questa forza extraparlamentare lievitasse in consenso e potere, Giolitti, Bonomi e Facta (che si succedettero in parlamento fino al ‘22), ritennero che questa fosse una parentesi temporanea che sarebbe presto stata riassorbita dalla democrazia. Questo lassismo portò acque al mulino dello squadrismo fascista che si diffuse su larga scala col risultato che esercito e forze di polizia si associavano spesso ai raids punitivi delle “squadre”; in più, le dichiarazioni di Mussolini furono più attente a non menzionare il suo giovanile anticlericalismo in modo da ottenere consensi anche nel mondo ecclesiastico per passare alla presa del potere anche per via legale. Per prendere il comando Mussolini deliberò che l’inefficienza dello Stato dovesse risultare evidente di fronte all’avanzata fascista e lo fece in due occasioni: la prima nel luglio del ‘22 facendo fallire uno sciopero generale nazionale indetto dalle Sinistre contro l’attivismo nero – attaccarono il municipio di Milano e la sede centrale dell’Avanti impadronendosi poi delle stazioni e dei treni per governare il traffico ferroviario - ; la seconda occasione fu l’organizzazione della Marcia su Roma (28 ottobre ‘22). L’allora primo ministro Facta decretò lo stato d’assedio e lo sottopose all’approvazione di Vittorio Emanuele III con l’appoggio del generale Badoglio. Il re rifiutò di firmare il decreto e, anzi, offrì allo stesso Mussolini l’incarico di formare il governo. La classe dirigente italiana, con conseguenze ben note a tutti, si arrese allora al fascismo pur di evitare il pericolo, ormai solo ipotetico, di una rivoluzione socialista. Una volta al potere – un potere relativo, per i primi dodici mesi(35 deputati) – il fascismo mostrò per la prima volta la sua faccia di difensore dei ceti abbienti e del grande capitale lasciando cadere il disegno di legge che assegnava le terre ai contadini e riducendo a metà la tassa di successione, ad esempio. Per accontentare anche i cattolici attuò “la più fascista di tutte le riforme”, quella sulla Scuola elaborata dal filosofo Giovanni Gentile: con essa si parificavano le scuole cattoliche secondarie e si introduceva l’insegnamento della religione cattolica nella scuola elementare. L’inizio del declino in dittatura si ebbe con le elezioni del 24 a cui seguì l’omicidio di Matteotti, leader del Partito Socialista Unitario che tentò di far invalidare le elezioni denunciando truffe e violenze.
 
La questione scientifica di massa
 
La questione scientifica in ambito di idee geniali e rivoluzionarie presenta un limite definito da Einstein durante l’ultimo periodo della sua vita, in America. L’episodio si svolse in un salotto dell’alta borghesia, popolato per lo più da donne, a cui Einstein fu invitato: la padrona di casa chiese ad Einstein di spiegare ai suoi ospiti questa sua teoria della relatività, Einstein rispose così:
 
- “Signora, lei sa fare una torta?”
La donna rispose di sì.
- “E saprebbe spiegarmi come si fa una torta”
La donna assentì di nuovo.
- “Ma se io non sapessi cosa sia la farina, lei sarebbe comunque in grado di spiegarmelo?”
La donna disse no.
 
Questo spiega il rapporto tra masse ed idee scientifiche. Ma entriamo nello specifico: diciamo ad un gruppo di persone occidentali intellettualmente normodotate che dio è morto, poi diciamo loro che il tempo è un’entità posticcia e, infine accendiamo davanti a loro la prima lampadina nella storia. Quel gruppo di persone si renderà conto a senso che quei tre eventi sono legati da una straordinarietà inusitata. Dunque spieghiamo loro le cause di quegli eventi: tutti loro hanno il concetto di dio, quindi comprenderanno che ci sia qualcuno che possa mettere in discussione questo concetto; tutti loro hanno il concetto di tempo ed hanno dei pensieri, possono rendersi conto che i loro pensieri sono caos e che il caos non ha tempo; ma quanti di loro potranno capire empiricamente, per associazione di idee, il funzionamento della lampadina? Per la verità, pochissimi. La lampadina si accende, la lampadina si spegne, è un dato di fatto. Ma come? Hanno il concetto di luce e di buio ma possono arrivare a capire da dove arriva la luce e da dove il buio in presenza della lampadina. Per associazione di idee possono arrivare al fatto che ci sia di mezzo del calore, ma quanti di loro sapranno che quel calore è dato dall’effetto joule che, a sua volta è causato dal passaggio di corrente elettrica? E qui siamo solo all’ABC del funzionamento della lampadina. Iniziando dall’accensione di quest’ultima si può dire che essa si basa sull’isolamento dell’anima di tungsteno che riscaldata, come ho già detto, per effetto joule emette luce bianca. L’elettricità arriva al filamento di tungsteno tramite un circuito costruito secondo le leggi di Ohm:
 
Prima legge di Ohm: in un conduttore metallico l’intensità di corrente è direttamente proporzionale alla tensione applicata ai due poli ed inversamente proporzionale alla resistenza opposta dal conduttore.
 
I= V/R
 
R= V/I
 
Seconda legge di Ohm: la resistenza elettrica di un filo conduttore è direttamente proporzionale alla sua lunghezza ed inversamente proporzionale alla sua sezione.
 
R= p x l/A
 
La resistenza dipende anche dalla temperatura e dal materiale di cui è costituito il filo. L’energia che passa attraverso il filo è invece descritta dalle due leggi di Kirchoff:
 
Prima legge di Kirchoff: la somma delle correnti entranti in un circuito è pari alla somma delle correnti uscenti.
 
Seconda legge di Kirchoff: la somma delle differente di potenziale applicate ai due capi di una maglia è sempre uguale a zero.
 
La seconda legge è espressione della conservatività del campo elettrico. Le due leggi insieme costituiscono quindi un’applicazione ai circuiti elettrici del principio di conservazione dell’energia. Tuttavia tale considerazione non è perfetta: parte dell’energia viene dissipata infatti per effetto Joule (P=Ri^2 dove P è la potenza dissipata).
postato da: deepabissa alle ore 19:08 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 29 giugno 2008
L’idea geniale non rivoluzionaria
 
La prima eccezione alla regola la troviamo fra il 2 e l’8 dopo cristo nelle “Metamorfosi” di Ovidio, un’opera sui generis scritta in esametri e composta di quindici libri fortemente collegati tra loro; esempio di questo è il fatto che l’autore cominci spesso a raccontare un episodio pochi versi prima della fine di un libro e continui la narrazione dello stesso nel libro successivo. L’elemento che fa delle Metamorfosi un’eccezione alla regola nell’ambito che sto trattando è che l’autore non ebbe un’idea geniale e rivoluzionaria per come l’ho intesa finora: quello che fece fu, definizione coniata da Italo Calvino, raccogliere l’insieme del raccontabile tramandato dalla letteratura con tutta la forza di immagini e di significati che esso convoglia, senza decidere […] tra le chiavi di lettura possibili. C’è del genio, quindi, ma non della rivoluzione. Ovidio riascolta la tradizione che parla attraverso i miti e ci lavora su, senza alterare le trame delle leggende, per spiegare, col suo occhio scientifico ma divertito, l’insieme delle umane cose in termini extraumani. Quello che avviene, sia in ambito stilistico sia in ambito tematico, è un’operazione di riciclaggio: si celebra, nelle Metamorfosi, la continuità e la mobilità delle cose, l’unificazione di tutto ciò che esiste tramite la definizione dell’origine di ogni cosa e delle molteplici cose scaturite da essa. Si parte quindi dall’origine del mondo e dell’uomo, poi la distruzione di esso tramite il diluvio e quindi la nuova generazione di esseri umani a partire da due sopravvissuti al diluvio. Dunque iniziano i racconti che seguono, di base, uno schema cronologico il quale passa in secondo piano dal momento in cui personaggi di un episodio possono fermare l’azione raccontandone un altro; oppure è il narratore stesso che inserisce vicende quasi fossero delle note di storia naturale circa la nascita di questo o quel popolo, la creazione – che creazione non è, poiché tutto si muove e cambia - di questo o quell’animale. E’ il caso di Cicno, che assiste alla metamorfosi delle Elìadi, figlie di Eolo e sorelle di Fetonte, che alla morte del fratello piangono finché le lacrime si fanno ambra e i loro corpi diventano pioppi. Anche lui, Cicno, parente ed amico di Fetonte subisce la metamorfosi e diviene Cigno:  Ovidio descrive brevemente le abitudini di questo animale in relazione con lo shock provocato dalla morte dell’amico prima del cambiamento, il fatto che prediliga gli stagni che sono quanto di più lontano vi sia rispetto al fuoco, ad esempio. Ciò dimostra anche quanto l’opera sia scientifica nelle sue analisi di storia naturale oltre che di storia delle abitudini umane, quanto essa si basi sull’eziologia, sulla ricerca di cause ed effetti all’ineluttabile trasformazione perpetua del mondo. Il tono dell’Ovidio narratore, in tutto ciò, è quello dell’uomo che ama la vita e che coltivando un immenso rispetto per essa racconta episodi drammatici; alimenta la passionalità dei personaggi dando loro l’illusione di padroneggiare la verità assoluta, li segue nel loro iter finché viene emesso il suo giudizio, spesso chiamando in causa anche il lettore ma senza cercare, a differenza degli epicurei, di impartire lezioni.
postato da: deepabissa alle ore 17:57 | Permalink | commenti
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